L’Australia interviene contro la caccia alle balene
TOKYO - Parziale ripensamento del Giappone nella sua scelta di proseguire la caccia alle balene malgrado le proteste piovute su Tokyo dai governi di mezzo mondo. Da oggi in poi la flotta di baleniere del Sol Levante attualmente impegnata nell’Antartide non ucciderà più le megattere, specie ritenuta a rischio di estinzione, senza però rinunciare a portare avanti l’obiettivo di catturare complessivamente circa mille esemplari entro l’inizio del 2008.
La scelta fa seguito alla decisione australiana di spedire unità della guardia costiera per pattugliare le acque antartiche a caccia di prove da utilizzare in un eventuale processo contro il Giappone davanti alla giustizia internazionale.
“La nostra scelta dovrebbe avere l’effetto di migliorare le relazioni con l’Australia - ha osservato il portavoce del governo giapponese - ma dipende da come viene accolta. Gli australiani danno un nome ad ogni megattera, per le quali provano sentimenti di grande affetto, qualcosa che io non riesco a capire, ma in Australia è un vero e proprio sentimento nazionale”.
L’articolo è tratto da http://www.repubblica.it/, 21/12/2007
Il mio pensiero:
Tempo fa scrivendo della crudele crociata intrapresa dal Giappone contro le balene, riportai il pensiero di Robert McClelland (primo ministro per gli Affari esteri australiani) riguardo al fatto di usare la marina militare come deterrente contro le baleniere giapponesi, e commentai così: “Ammiro questi stati sebbene sappia che la flotta giapponese sarà lì ed il deterrente di cui si è parlato no, non ci sarà.”
Alla luce degli ultimi avvenimenti, devo ammettere che l’intervento australiano ha destato in me sorpresa e meraviglia.
Questa volta infatti, il Giappone non ha visto scorrer davanti ai propri occhi una manifestazione del pensiero ambientalista, un credo a lui sconosciuto operante nella solitudine della propria giustizia, ma ha visto chiara in volto la presenza di un altro paese, un ente di pari importanza e potenza nel gioco degli equilibri economici mondiali, portatore di un’opinione pubblica immensamente più vasta.
Occorre notare due cose:
1)Il Giappone ha rinunciato solo parzialmente ai suoi scopi, infatti, sono le sole megattere ad essere escluse dalla caccia in quanto specie a rischio d’estinzione; non cambia però l’obiettivo di catturare complessivamente circa mille animali.
2)Il parziale ripensamento è avvenuto non perché il Giappone sia stato mosso da umana comprensione della natura e delle sue creature, ma per uno stop deciso che ha fatto vacillare la sicurezza su cui finora aveva costruito il proprio potere, una sicurezza che dipendeva dal fatto che le parole non potevano colpirlo.
Abbiamo davanti agli occhi la dimostrazione che se l’intera comunità mondiale agisse in modo concreto contro il singolo che si oppone ai valori ed alle leggi di questa stessa, anche il più ostinato distruttore della morale sarebbe costretto a fare dietrofront. E questa deve essere la via che va perseguita, poiché il rischio che si corre nell’interdipendenza universale della società globalizzata è che i prodotti delle singole nazioni vengano imposti all’intero mercato mondiale.
Se immaginiamo quanto nel caso specifico delle balene ciò possa essere disastroso, capiremo subito che il Giappone non può fermarsi alla parzialità ma deve arrestare la caccia nella sua totalità e che occorre fermare il consumo di carne di balena anche all’interno della singola nazione, in quanto basterebbe un passo degli altri paesi verso questa folle economia per cadere nel massacro globalizzato.

Veramente un bel blog, ci passerò + spesso anche perchè le notize sono molto interessanti.
Speriamo che questo scempio finisca, magari tutti i governi fossero come quelli australiani e rispettassero di + gli animali invece di legalizzare sempre la loro morte.
Commento di Francesca — 19 Gennaio 2008 @ 14:30
Non posso fare altro che ringraziarla e proseguire il lavoro; spero di vederla passare spesso.
Il rapporto che l’uomo intrattiene con gli animali, e più in generale con la natura, è un argomento fondamentale che mi propongo di approfondire ogniqualvolta ce ne sarà bisogno.
Esperimenti sugli animali, massacri e clonazione, a parer mio, dovrebbero generare lo stesso allarme che se si parlasse di uomini.
Commento di Valerio Russo — 24 Gennaio 2008 @ 18:24