Prolegomeni ad un’ Etica Naturale
Premetto che la maggior parte dell’ispirazione di fondo mi proviene dalla lettura della bioetica, nella quale ho trovato espresse molte delle problematiche attuali. Il mio interesse è stato alimentato soprattutto da Hans Jonas, autore in cui si trovano sia la bioetica clinica che quella ambientale, il suo ampio spettro d’analisi spazia dunque dalla trattazione degli effetti negativi della genetica sull’uomo, alle minacce dei disastri ambientali e molto altro.
Bioetica, bioetica ambientale, termini già affermati e campi fertili per la ricerca, ma allora perché ho scelto il nome etica naturale? So che non è educato porre una domanda senza dare una precisa risposta ma anziché iniziare con l’illustrare il “perché” di una simile iniziativa, ritengo più opportuno rispondere alle domande ispirate dal “cosa” o dal “come”.
Cosa intendo dunque con l’espressione che dà il nome a questo sito?
Il primo passo fondamentale è la distinzione fra l’etica naturale intesa come legge naturale-divina e l’uso che ne faccio io. La prima essendo il prodotto di un’entità superiore, precede l’etica razionale e riconosce l’uomo come persona, in quanto immagine di Dio.
“L’etica naturale come la intendo io” è una formula che si fonda più sulla ragione; esprime una delineazione dei confini nel campo d’indagine, un’occorrenza ed al tempo stesso una prescrizione. Unisce due termini che oggi, con il progredire delle tecnologie e l’annebbiarsi della saggezza umana, dovrebbero essere necessariamente accostati e ci offre due letture diverse:
1)Sappiamo che l’etica indaga su una moltitudine di campi concernenti il comportamento pratico dell’uomo di fronte ai due concetti di bene e male. Se andiamo ad accostarvi la parola “naturale”, ci accorgiamo di come la nostra ricerca si applichi alla natura ed alle attitudini umane verso quest’ultima. Riguardo questo punto, in seguito ci verrà in soccorso il “come”.
2)Nella seconda, ma non alternativa via interpretativa ,“etica naturale” dovrebbe guidarci verso il seguente pensiero: Si presuppone essere secondo natura la predisposizione ad applicare l’etica alla natura.
L’unione di queste due accezioni interpretative permette di comprendere le mie intenzioni: un’etica pro naturae.
La medesima unione delinea già di per sé ampi sentieri da percorrere e sui quali ragionare, ma poiché è nel mio intento uscire da qualsiasi ingabbiamento tautologico, procederò ad affiancare ai concetti sopra esposti la domanda: “Come intendo fecondare il terreno dell’etica naturale?”.
Ebbene, come sopra ho accennato, in questo sito mi propongo di trattare tematiche riguardanti l’operato dell’uomo nel mondo naturale e gli effetti del suo agire sconsiderato, notizie che vengono semplicemente accennate o del tutto tralasciate dai nostri media. E` necessario che si aprano gli occhi sull’atteggiamento umano votato al progresso e ad un’ignoranza voluta e indotta, ed è opportuno che alla presa di coscienza si accosti uno scambio di idee. E` invece diffusa la convinzione che le parole ed il dialogo fra le persone non possano influire sul corso degli eventi: Niente di più falso! Occorre interessarsi, analizzare la situazione (rubando quasi le parole allo stesso Cartesio) e confrontarsi; lo stesso Freud dimostra come le parole, mediante un’influenza diretta, contribuiscano a formarci: “Con le parole un uomo può rendere felice l’altro o spingerlo alla disperazione, con le parole l’insegnate trasmette il suo sapere agli allievi, con le parole l’oratore trascina con sé l’uditorio e ne determina i giudizi e le decisioni. Le parole suscitano affetti e sono il mezzo comune con il quale gli uomini si influenzano tra loro”.
Un ringraziamento speciale a G.
